|
Linfodrenaggio Manuale - La tecnica - Gli scopi

Durata del corso: 72
ore
Trattare il sistema vasale linfatico, non è
un metodo semplice, poiché i vasi linfatici sono sottili come fili di seta e i
capillari linfatici sono ancora più fini e delicati di questi. I classici
massaggi non hanno alcun effetto drenante.
Massaggiando con movimenti duri e rigidi della
mano, spingiamo anche il sangue da un tessuto all’altro, i succhi rigeneranti
non penetrano nel tessuto con l’effetto del loro modo di scorrere. A volte
otteniamo un doloroso schiacciamento dei capillari con ematomi. Per questo
abbiamo dovuto costruire una tecnica del tutto nuova. Per raggiungere un effetto
che trascini i liquidi, abbiamo elaborato un modo speciale di eseguire i
movimenti pompanti, come quando una pompa risucchi i liquidi e li inoltri cioè:
i nostri tratti manuali girano a spirale muovendosi all’interno del tessuto ed
al di fuori di questo.
Il drenaggio linfatico è collegato alle mani,
nessuno strumento può sostituire mani allenate. Quando questi movimenti
raffinati sono eseguiti con sensibilità dei polpastrelli (leggeri come zampe di
gatto), si può raggiungere un rilassamento tranquillizzante, cosicché la linfa
fluisce oltre. Nuovo ossigeno e materiali utili penetrano nel tessuto
interstiziale per il nutrimento e la rigenerazione delle cellule. I movimenti
circolari e a spirale drenanti sono movimenti rivitalizzanti, come tutte le
vibrazioni a spirale della natura. Il movimento cerchiante delle mani con
rotazione interna e rotazione esterna, con, inoltre, effetto di pressione in
aumento od in diminuzione nel tessuto (crescendo - decrescendo) è simile a
quello del cuore con sistole e diastole.
Com’è noto, il ritmo cardiaco avviene
ogni otto decimi di secondo, e il cuore riposa quattro decimi. Il cuore alterna
in uguale misura riposo e lavoro, e arriva a lavorare normalmente fino a cento
anni senza stancarsi. Conosciamo delle terapeute che sono così padrone del
nostro metodo di linfodrenaggio manuale, che riescono ad eseguire i trattamenti
senza sentire stanchezza o sforzo, giocando con tensione e rilassamento,
costruttive nel lavoro, creative nella pausa. Se, infatti, si lavora in modo
armonico, si sente scorrere la naturale fonte d’energie: si potrebbe chiamare
forza cosmica.
Il drenaggio linfatico ha lo scopo di portare
al collo i liquidi tissulari utilizzati dalla testa e dalle diverse regioni del
corpo, affinché possa scorrere nel tessuto nuova linfa. Il drenaggio dev’essere
delicato, armonico, ritmico ed eseguito con mani lievi. Soprattutto i polsi
devono essere sciolti. Un massaggio duro o una rigida tensione potrebbero
causare una chiusura locale dei capillari linfatici con formazione di nuove
infiltrazioni. Le mani duttili devono essere così vitali e indipendenti, da
poter massaggiare una pelle asciutta, ottenendo così un buon contatto con la
cute ed il tessuto, il che facilita soprattutto l’indagine.
Con precauzione arriviamo al trattamento di
tutto il corpo: ai nostri massaggiatori non è sconosciuto il trattamento dell’interezza
né la medicina della totalità, anche se siamo obbligati ad eseguire molti
trattamenti parziali. Diciamo come scusante, che i riflessi che intervengono
durante il trattamento, influiscono su tutta la persona. In questa tecnica che
abbrevia i tempi si sviluppano anche i nuovi metodi di massaggio. Quando
eseguiamo un completo drenaggio linfatico, influiamo direttamente sul 50% del
tessuto connettivo della persona.
Il L.M. stimola la circolazione dei
liquidi del corpo (liquido del tessuto connettivo, linfa e sangue venoso), il
L.M. libera il tessuto connettivo da residui, il L.M. elimina i disturbi di
ricambio nell’interstizio, il L.M. alimenta i meccanismi di difesa nel nostro
sistema linfatico, il L.M. induce una situazione nervosa equilibrata, il L.M.
libera da condizioni d’ingorgo e il L.M. soddisfa il terapista perché ottiene
successo e può aiutare con un metodo i cui effetti sono chiaramente
dimostrabili e può essere applicato con uno scopo ben preciso. Il L.M. agisce
come tonificante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni, cioè, nell’ambito
dei capillari sanguigni si arriva ad una contrazione degli sfinteri precapillari
(dei muscoli di chiusura all’inizio di un capillare).
Si sa che la pelle impallidisce nel corso del
L.M., infatti, a causa della contrazione degli sfinteri si abbassa la pressione
sanguigna nei capillari. Con ciò aumentano le forze capillari antiedemigene
riassorbenti. Il tessuto è svuotato. I vasi linfatici sono formati in modo
diverso dai vasi sanguigni. Se i vasi sanguigni possono essere descritti come
tubi costituiti da tre strati (intima, media e avventizia), i vasi linfatici
appaiono come cuoricini. Consistono di molte sezioni di vasi linfatici, dette
"linfangioni". Ogni "linfangione" possiede una valvola, che
si apre in una direzione. Questa determina la direzione di scorrimento della
linfa e impedisce, nello stesso tempo un flusso all’indietro. La muscolatura
ad anello del linfangione si contrae in modo autoctono, in pratica da
sola.
Se l’automatismo di questo preciso sistema
autoeccitantesi è disturbato, il L.M. lo conduce a funzionare di nuovo, anzi ad
un massimo rendimento. Oltre a ciò la muscolatura del linfangione è innervata
sia dal punto di vista sensitivo che da quello motorio. Uno stimolo ai nervi è
rappresentato dalla dilatazione delle pareti dei vasi sensitivi per riempimento
del linfangione. Attraverso ciò si arriva per l’innervazione motoria
muscolare alla contrazione e poi allo svuotamento del linfangione nella
direzione, in cui si apre la valvola. La linfa, inoltrata nel prossimo
linfangione, ne sovradistende le pareti, con la muscolatura liscia del
linfangione, cosa che conduce, nuovamente per innervazione della muscolatura
liscia, alla contrazione.
La linfa si svuota nel prossimo linfangione.
Anche cambiamenti di pressione nelle vicinanze del linfangione, come ad esempio
la pulsazione delle arterie, il movimento della muscolatura traversostriata
(muscolatura scheletrica), i cambiamenti di pressione del tocco manuale le
differenze pressorie che si manifestano nell’inspirazione ed espirazione e,
perfino, le trazioni longitudinali sui vasi linfatici conducono ad un "autoritmo"
più veloce. L’allungamento per distensione è raggiunto con la speciale
tecnica di linfodrenaggio di VODDER. La capacità di pompaggio dei vasi
linfatici deriva dalla somma di quella dei linfangioni.
Anche un rialzo della pressione intralinfatica
conduce ad un aumento della frequenza del "polso linfatico". Questo
significa che una maggiore produzione di linfa, quale, per esempio, quella
prodotta dal L.M. conduce automaticamente ad una maggiore velocità dell’afflusso
di linfa. La frequenza di contrazione del linfangione dipende anche dalla
temperatura: la frequenza aumenta con il rialzo della temperatura.
PROGRAMMA CORSO DI LINFODRENAGGIO MANUALE
DURATA: 72 ORE SUDDIVISE IN 9 GIORNI
TEORIA:
Aspetti generali sulla tecnica
Azione generale del linfodrenaggio sui tessuti
Studio del tessuto connettivo
Istologia e fisiologia dei liquidi interstiziali
Processo di formazione dei vari tipi di edema
L'equilibrio di Starling
Anatomia e fisiologia della circolazione sanguigna
Anatomia e fisiologia del sistema linfatico
Relazione tra respirazione e circolazione linfatica
Relazione tra aponeurosi e circolazione linfatica
Circolazione linfatica e Kinesiologia: riequilibrio del
dotto toracico
Indicazioni e controindicazioni del linfodrenaggio
PRATICA:
Dimostrazione ed esecuzione dei movimenti di base
Dimostrazione ed esecuzione del trattamento degli arti
inferiori
Dimostrazione ed esecuzione del trattamento del dorso
Dimostrazione ed esecuzione del trattamento della zona
lombare e dei glutei
Dimostrazione ed esecuzione del trattamento degli arti
superiori
Dimostrazione ed esecuzione del trattamento del torace
Dimostrazione ed esecuzione del trattamento dell'addome
Dimostrazione ed esecuzione del trattamento del viso
Cenni di Kinesiologia Applicata, in relazione al
riequilibrio del dotto toracico
Riequilibrio del dotto toracico con le tecniche di
Kinesiologia Applicata
|