OLIS di Giorgio Dionisio           

Scuola Professionale di Massaggio e Tecniche Manuali Olistiche

Linfodrenaggio Manuale

 

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 Linfodrenaggio Manuale - La tecnica - Gli scopi

 

 

Durata del corso: 72 ore

Trattare il sistema vasale linfatico, non è un metodo semplice, poiché i vasi linfatici sono sottili come fili di seta e i capillari linfatici sono ancora più fini e delicati di questi. I classici massaggi non hanno alcun effetto drenante. 

Massaggiando con movimenti duri e rigidi della mano, spingiamo anche il sangue da un tessuto all’altro, i succhi rigeneranti non penetrano nel tessuto con l’effetto del loro modo di scorrere. A volte otteniamo un doloroso schiacciamento dei capillari con ematomi. Per questo abbiamo dovuto costruire una tecnica del tutto nuova. Per raggiungere un effetto che trascini i liquidi, abbiamo elaborato un modo speciale di eseguire i movimenti pompanti, come quando una pompa risucchi i liquidi e li inoltri cioè: i nostri tratti manuali girano a spirale muovendosi all’interno del tessuto ed al di fuori di questo. 

Il drenaggio linfatico è collegato alle mani, nessuno strumento può sostituire mani allenate. Quando questi movimenti raffinati sono eseguiti con sensibilità dei polpastrelli (leggeri come zampe di gatto), si può raggiungere un rilassamento tranquillizzante, cosicché la linfa fluisce oltre. Nuovo ossigeno e materiali utili penetrano nel tessuto interstiziale per il nutrimento e la rigenerazione delle cellule. I movimenti circolari e a spirale drenanti sono movimenti rivitalizzanti, come tutte le vibrazioni a spirale della natura. Il movimento cerchiante delle mani con rotazione interna e rotazione esterna, con, inoltre, effetto di pressione in aumento od in diminuzione nel tessuto (crescendo - decrescendo) è simile a quello del cuore con sistole e diastole.

 Com’è noto, il ritmo cardiaco avviene ogni otto decimi di secondo, e il cuore riposa quattro decimi. Il cuore alterna in uguale misura riposo e lavoro, e arriva a lavorare normalmente fino a cento anni senza stancarsi. Conosciamo delle terapeute che sono così padrone del nostro metodo di linfodrenaggio manuale, che riescono ad eseguire i trattamenti senza sentire stanchezza o sforzo, giocando con tensione e rilassamento, costruttive nel lavoro, creative nella pausa. Se, infatti, si lavora in modo armonico, si sente scorrere la naturale fonte d’energie: si potrebbe chiamare forza cosmica. 

Il drenaggio linfatico ha lo scopo di portare al collo i liquidi tissulari utilizzati dalla testa e dalle diverse regioni del corpo, affinché possa scorrere nel tessuto nuova linfa. Il drenaggio dev’essere delicato, armonico, ritmico ed eseguito con mani lievi. Soprattutto i polsi devono essere sciolti. Un massaggio duro o una rigida tensione potrebbero causare una chiusura locale dei capillari linfatici con formazione di nuove infiltrazioni. Le mani duttili devono essere così vitali e indipendenti, da poter massaggiare una pelle asciutta, ottenendo così un buon contatto con la cute ed il tessuto, il che facilita soprattutto l’indagine. 

Con precauzione arriviamo al trattamento di tutto il corpo: ai nostri massaggiatori non è sconosciuto il trattamento dell’interezza né la medicina della totalità, anche se siamo obbligati ad eseguire molti trattamenti parziali. Diciamo come scusante, che i riflessi che intervengono durante il trattamento, influiscono su tutta la persona. In questa tecnica che abbrevia i tempi si sviluppano anche i nuovi metodi di massaggio. Quando eseguiamo un completo drenaggio linfatico, influiamo direttamente sul 50% del tessuto connettivo della persona.

 Il L.M. stimola la circolazione dei liquidi del corpo (liquido del tessuto connettivo, linfa e sangue venoso), il L.M. libera il tessuto connettivo da residui, il L.M. elimina i disturbi di ricambio nell’interstizio, il L.M. alimenta i meccanismi di difesa nel nostro sistema linfatico, il L.M. induce una situazione nervosa equilibrata, il L.M. libera da condizioni d’ingorgo e il L.M. soddisfa il terapista perché ottiene successo e può aiutare con un metodo i cui effetti sono chiaramente dimostrabili e può essere applicato con uno scopo ben preciso. Il L.M. agisce come tonificante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni, cioè, nell’ambito dei capillari sanguigni si arriva ad una contrazione degli sfinteri precapillari (dei muscoli di chiusura all’inizio di un capillare). 

Si sa che la pelle impallidisce nel corso del L.M., infatti, a causa della contrazione degli sfinteri si abbassa la pressione sanguigna nei capillari. Con ciò aumentano le forze capillari antiedemigene riassorbenti. Il tessuto è svuotato. I vasi linfatici sono formati in modo diverso dai vasi sanguigni. Se i vasi sanguigni possono essere descritti come tubi costituiti da tre strati (intima, media e avventizia), i vasi linfatici appaiono come cuoricini. Consistono di molte sezioni di vasi linfatici, dette "linfangioni". Ogni "linfangione" possiede una valvola, che si apre in una direzione. Questa determina la direzione di scorrimento della linfa e impedisce, nello stesso tempo un flusso all’indietro. La muscolatura ad anello del linfangione si contrae in modo autoctono, in pratica da sola. 

Se l’automatismo di questo preciso sistema autoeccitantesi è disturbato, il L.M. lo conduce a funzionare di nuovo, anzi ad un massimo rendimento. Oltre a ciò la muscolatura del linfangione è innervata sia dal punto di vista sensitivo che da quello motorio. Uno stimolo ai nervi è rappresentato dalla dilatazione delle pareti dei vasi sensitivi per riempimento del linfangione. Attraverso ciò si arriva per l’innervazione motoria muscolare alla contrazione e poi allo svuotamento del linfangione nella direzione, in cui si apre la valvola. La linfa, inoltrata nel prossimo linfangione, ne sovradistende le pareti, con la muscolatura liscia del linfangione, cosa che conduce, nuovamente per innervazione della muscolatura liscia, alla contrazione. 

La linfa si svuota nel prossimo linfangione. Anche cambiamenti di pressione nelle vicinanze del linfangione, come ad esempio la pulsazione delle arterie, il movimento della muscolatura traversostriata (muscolatura scheletrica), i cambiamenti di pressione del tocco manuale le differenze pressorie che si manifestano nell’inspirazione ed espirazione e, perfino, le trazioni longitudinali sui vasi linfatici conducono ad un "autoritmo" più veloce. L’allungamento per distensione è raggiunto con la speciale tecnica di linfodrenaggio di VODDER. La capacità di pompaggio dei vasi linfatici deriva dalla somma di quella dei linfangioni. 

Anche un rialzo della pressione intralinfatica conduce ad un aumento della frequenza del "polso linfatico". Questo significa che una maggiore produzione di linfa, quale, per esempio, quella prodotta dal L.M. conduce automaticamente ad una maggiore velocità dell’afflusso di linfa. La frequenza di contrazione del linfangione dipende anche dalla temperatura: la frequenza aumenta con il rialzo della temperatura.


 

PROGRAMMA CORSO DI LINFODRENAGGIO MANUALE

DURATA: 72 ORE SUDDIVISE IN 9 GIORNI 

TEORIA:

Aspetti generali sulla tecnica

Azione generale del linfodrenaggio sui tessuti

Studio del tessuto connettivo

Istologia e fisiologia dei liquidi interstiziali

Processo di formazione dei vari tipi di edema

L'equilibrio di Starling

Anatomia e fisiologia della circolazione sanguigna

Anatomia e fisiologia del sistema linfatico

Relazione tra respirazione e circolazione linfatica

Relazione tra aponeurosi e circolazione linfatica

Circolazione linfatica e Kinesiologia: riequilibrio del dotto toracico

Indicazioni e controindicazioni del linfodrenaggio

PRATICA:

Dimostrazione ed esecuzione dei movimenti di base

Dimostrazione ed esecuzione del trattamento degli arti inferiori

Dimostrazione ed esecuzione del trattamento del dorso

Dimostrazione ed esecuzione del trattamento della zona lombare e dei glutei

Dimostrazione ed esecuzione del trattamento degli arti superiori

Dimostrazione ed esecuzione del trattamento del torace

Dimostrazione ed esecuzione del trattamento dell'addome

Dimostrazione ed esecuzione del trattamento del viso

Cenni di Kinesiologia Applicata, in relazione al riequilibrio del dotto toracico

Riequilibrio del dotto toracico con le tecniche di Kinesiologia Applicata

 

 

 

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